La legge Legge 241/90 e successive integrazioni e modifiche, definisce il diritto di accesso come il diritto degli interessati a prendere visione e ad estrarre copia di documenti amministrativi.

Possono esercitare questo diritto tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici, collettivi o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento per il quale è chiesto l'accesso.

Per "documento amministrativo", si intende ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica, o di qualunque altra specie del contenuto di atti, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla loro natura pubblicistica o privatistica.

Tutti i documenti amministrativi sono accessibili, ad eccezione di specifici casi stabiliti dalla legge e nel rispetto di quanto stabilito in materia di tutela della riservatezza (D.Lgs. 196/2003).

Il diritto di accesso ai documenti amministrativi, si lega sia ad esigenze di tutela del singolo (il "diritto" è riconosciuto per salvaguardare posizioni giuridicamente rilevanti che preesistono, quali "diritti soggettivi" ed "interessi legittimi", e che attraverso l'accesso vengono salvaguardati), che a finalità di interesse generale come è ben manifestato nella originaria dizione dell'art. 22 della legge che riconosceva il diritto di accesso al fine di assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa. Questo rapporto con la trasparenza, e quindi la cd. natura "bifronte" del diritto di accesso (legato a situazioni individuali, ma funzionale anche alla cura di interessi pubblici), si è attenuato in seguito alla riforma operata dalla legge 11 febbraio 2005, n. 15, che ha modificato varie parti della legge n. 241.

Questo principio si è concretizzato nella possibilità per i cittadini di attuare un controllo democratico sull'attività dell'amministrazione e della sua conformità ai precetti costituzionali. La Legge 15/2005 ha ridisegnato l'istituto dell'accesso elevandolo a principio fondamentale ed estendendolo a tutta la pubblica amministrazione.

L'esame dei documenti è gratuito, tranne che per le richieste che riguardano il Genio Civle ( scarica le informazioni)

La richiesta di accesso ai documenti, rivolta all'amministrazione che ha formato il documento o lo detiene stabilmente, deve specificare almeno:

  1. gli estremi dei documenti oggetto della richiesta o comunque gli elementi che ne consentano l'individuazione;
  2. la specificazione dell'interesse connesso all'oggetto, a motivazione della richiesta d’accesso;
  3. i dati relativi alla identità del richiedente e, ove occorra, i poteri di rappresentanza del soggetto interessato;
  4. il tipo di accesso richiesto: visione dei documenti amministrativi a cui si intende accedere e/o rilascio di copia di documenti (in copia semplice, in copia autenticata, in bollo o meno).
  5. Sono garantiti i seguenti livelli di tutela del diritto di accesso, ulteriori rispetto a quelli stabiliti dalla l. 241/1990:
  6. qualora vi siano controinteressati a norma dell’ articolo 22, comma 1, lettera c), della l.241/1990, l’amministrazione provvede d’ufficio a dar loro notizia della richiesta di accesso;
  7. il diritto di accesso può essere esercitato in qualunque tempo, indipendentemente dalla cessazione dell’obbligo di detenzione da parte dell’amministrazione, in deroga all’ articolo 22, comma 6 della l. 241/1990, sempre che l’amministrazione detenga ancora il documento e che sussista l’attualità dell’interesse;
  8. il diritto di accesso è riconosciuto a tutti senza obbligo di motivazione, secondo le modalità e gli oneri previsti dal regolamento;
  9. nei confronti degli atti dei soggetti di cui all’articolo 4, l’istanza di riesame della richiesta di accesso può essere presentata, in alternativa al tribunale regionale amministrativo, al Difensore regionale, istituito ai sensi della legge regionale 20 ottobre 1995, n. 126 (Istituzione del Difensore Civico Abruzzo) .

Il diritto di accesso è esercitabile fino a quando la pubblica amministrazione ha l'obbligo di detenere i documenti amministrativi ai quali si chiede di accedere.

Il rifiuto, il differimento e la limitazione dell'accesso, sono ammessi nei casi previsti dalla legge e devono essere motivati.

Livelli ulteriori di tutela del diritto di accesso previsti dalla Regione Abruzzo:

Modalità per accedere agli atti

L’istanza di accesso può essere formale (per iscritto) o informale (verbale).

Il diritto di accesso si esercita, con riferimento agli atti del procedimento, anche durante il corso dello stesso, nei confronti della struttura organizzativa che è competente a formare l'atto. Si esercita, altresì, a conclusione del procedimento, anche nei confronti della struttura che è competente a detenere stabilmente l'originale dell'atto conclusivo.

La richiesta deve essere scritta, in particolare, nel caso che :

  • vi siano dubbi sulla legittimazione del richiedente, in ordine alla sua identità o alla natura del suo interesse/diritto all’accesso;
  • la quantità dei documenti richiesti sia rilevante o richieda una ricerca;
  • vi siano controinteressati (vale a dire soggetti il cui diritto alla riservatezza potrebbe essere leso dall’accoglimento dell’istanza), i cui diritti devono essere considerati.

Deve essere sempre richiesto all’interessato un valido documento di identificazione, che, in caso di istanza formale, deve essere allegato in copia, al momento della presentazione dell’istanza.

Le richieste di accesso agli atti possono essere inviate anche in via telematica.

Le istanze e le dichiarazioni inviate per via telematica sono valide nei casi previsti dal Codice dell’Amministrazione Digitale (Art. 65 comma 1 del D.Lgs. 7 marzo 2005, n.82).

Link al Regolamento per la disciplina delle modalità di esercizio e dei casi di esclusione del diritto di accesso ai documenti amministrativi